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IL MIO PRIMO VIAGGIO IN MAROCCO

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LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI .....

Il nostro primo Tour in Marocco

dal 17 al 28 ottobre 2015

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Per me e mia moglie Elena, il deserto è sempre stato una delle mete idealizzate e dopo diversi tentativi accennati, quest’anno siamo riusciti ad organizzare questo tour, o per meglio dire, questo “viaggio” per conoscere il Marocco.

Abbiamo scelto attraverso l’ausilio della rete, un tour operator locale, Youssef Azeroual, che con l’aiuto del suo staff ci ha fatto scoprire questo meraviglioso Paese. Con lui abbiamo stabilito l’itinerario e i luoghi dove ci saremmo fermati, abbiamo creato insieme un tour personalizzato dando priorità alle nostre esigenze. Appuntamento a Marrakech il giorno del nostro arrivo.

Atterriamo a Marrakech dopo un viaggio di circa tre ore, con alle spalle una notte insonne dovendo partire all’alba, e quindi dover essere ancor prima in aeroporto.

Ad attenderci all'aeroporto il sorriso di Youssef, che sara’ la nostra guida per tutto il viaggio. L’aria è tiepida ma non quanto ci saremmo aspettati, ed è prevista pioggia, per noi è un classico che la pioggia ci dia il benvenuto, ed è quindi di buon auspicio.

Assaggiamo il primo, di una serie infinita, di tè alla menta, che ci viene offerto nel delizioso piccolo riad dove alloggeremo. Tempo di riposarci un paio d’ore e decidiamo di visitare la Medina, la citta’ vecchia, un labirinto di vicoli affascinanti che ci condurranno al quartiere delle concerie berbere, come primo approccio è davvero d’impatto, sia come immagini che come sensazioni, e cosi’ il desiderio di fare fotografie interessanti è subito realizzato.

Ceniamo al banco n. 1 di piazza Jemaa el-Fna, circondati da un turbine di voci, di colori, di odori... da provare!

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Il mattino seguente Youssef passa a prenderci, carichiamo i bagagli in macchina e partiamo per il nostro tour attraverso la regione settentrionale per raggiungere Meknes, una delle quattro citta’ imperiali, forse la piu’ modesta e tranquilla che visiteremo con una guida locale.

Ci incontriamo davanti alla piu’ imponente di tutte le porte imperiali, Bab el Mansour, per entrare quindi nella medina e visitare la nostra prima Medersa (universita’ coranica), alcune zone visitabili del grandioso palazzo imperiale dello spietato  sultano Moulay Ismail, e gli immancabili souk.

Nel pomeriggio, raggiungeremo Fes, la piu’ antica delle citta’ imperiali. Qui, il giorno dopo conosceremo Fuad, la nostra bravissima guida, che ci accompagnera’ per tutto il giorno a visitare una Fes diversa dai soliti itinerari, la vera Fes, un labirinto di vie e vicoli ciechi, souk che sembrano essersi fermati nel medioevo. Anche qui ovviamente vedremo la Medersa, ci avvicineremo solamente all’ingresso della Moschea Kairaouine (una delle piu’ grandi dell’Africa), il quartiere delle concerie; che dopo aver subito la ristrutturazione da parte dell’Unesco, ha forse perso un po’ della sua autenticita’.

Pranzeremo in un ristorante tipico, ottime verdure e cous cous e ad eccezione di Marrakech, l’unica birra alcolica che troveremo durante tutto l’itinerario.

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Il quarto giorno, dopo la prima colazione si parte in direzione Chefchaouen, la famosa citta’ blu sulle montagne del Rif. L’antica medina è una distesa di tetti e tegole rosse, edifici dipinti di un azzurro brillante e strade bianche, bambini che giocano e anziani seduti al bar a giocare a carte e fumare.

Il mattino seguente lasciamo Chefchaouen verso Ifrane, soprannominata la “sizzera del Marocco”, costruita dai Francesi negli anni ’30 con l’obiettivo di ricreare un villaggio alpino, con casette dai tetti spioventi e parchi impeccabili. La strada che percorriamo passa attraverso foreste  di lecci e di cedri, che ospitano famiglie di bertucce. Ci fermiamo a fotografarle e purtroppo accidentalmente mi faccio male ad un ginocchio, questo piccolo contrattempo non ci voleva... proprio adesso che ci stiamo avvicinando al Deserto del Sahara!

Percorreremo una strada che si snoda sul Medio Atlante incontrando diverse famiglie di pastori berberi, per raggiungere, nel tardo pomeriggio il nostro hotel a Midelt, un paese nel nulla al confine con il deserto.

Ghiaccio sul ginocchio nella speranza che si sgonfi, e a dormire presto, domani sara’ una lunga giornata!

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La mattina del sesto giorno la temperatura è molto bassa, fa freddo.

Il nostro tour prosegue attraverso la Valle dello Ziz, l’ultima valle pre-sahariana prima di arrivare a Merzouga. Ammiriamo splendide Palmeraie incastonate tra antiche pareti rocciose che risalgono al Giurassico, delle oasi ordinatamente coltivate.

Attraversiamo El Rachida, una cittadina fondata come presidio militare per la Legione Straniera francese, sosta in farmacia, occorre una fascia elastica per il ginocchio.

Youssef ci propone di acquistare il pranzo a Rissani, per poi gustarcelo in prossimita’ del deserto. Visitiamo cosi’ il famoso mercato di Rissani, banchi pienissimi di datteri, verdure coloratissime, carni di diverso genere, e poi barbieri, ciabattini, venditori di spezie ed erboristi, mercanti di asini e di pecore, un presepe vivente!

Acquistata la focaccia ripiena di carne e verdure ci spostiamo in macchina, direzione Merzouga, ma a sorpresa Youssef ci ospitera’ nella casa della sua famiglia Berbera, ci presentera’ tutte le donne di casa, dalla mamma all’ultima delle nipotine.

Mangeremo al loro tavolo che prontamente hanno allestito nel cortile di casa, al riparo dal sole del deserto. E’ stato un gesto bellissimo, ci siamo sentiti a casa... a casa di Youssef.

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Lasceremo i nostri bagagli nella stanza di un hotel alle porte del deserto, ci è consentito portare solo lo stretto necessario e dell’acqua.

Ci siamo finalmente, ecco le dune, ecco i dromedari che sonnecchiando, ci aspettano per condurci in carovana, sulle dune dell’Erg Chebbi.

Il deserto è sabbioso, con dune che possono raggiungere anche i 160mt. Le tonalita’ di colore sono straordinarie e l’avvicinarsi del tramonto, purtroppo velato di nuvole, non gli rende giustizia.

Dopo circa un’ora di dromedario, raggiungiamo il campo tendato, dove ci ospiteranno dei ragazzi berberi, cucinando per noi delle ottime verdure e cous cous, suonando e danzando davanti al fuoco per poi augurarci una buona notte nelle tende allestite con coperte e tappeti.

Il silenzio, il freddo, i colori della sabbia, le prime luci dell’alba... emozioni indimenticabili che ci porteremo per sempre con noi.
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Rientriamo all’hotel, ci aspetta una gradita colazione e una doccia calda, e poi via, il tour continua.

Proseguiremo attraverso le Gole del Todra, pareti scoscese che si stringono intorno al letto di un fiume. Il sole tramonta in fretta e quindi ci spostiamo verso la Valle del Dades, una tortuosa strada che passa attraverso antiche montagne rocciose color ruggine. Il vento e i milioni di anni, le hanno modellate in formazioni che ricordano i parchi dello Utah.

Purtroppo oggi piove, e cosi’ la poca luce non riesce a farci apprezzare al meglio questa fantastica valle.
Dormiremo benissimo in un hotel costruito nella roccia stessa, dopo una piacevole cena consumata in una sala con la stufa accesa, le temperature sono rigide.

Eccoci arrivati all’ultimo giorno del nostro tour; ci aspetta la visita alla kasbah di Ait Ben Haddou, patrimonio dell’UNESCO, un luogo magico, fuori da ogni tempo, dove alcune famiglie berbere ancora vivono senza la luce elettrica. Il paesaggio circostante è verde, coltivato a palme ed orti.
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La tristezza immancabilmente arriva, insieme ad una pioggia torrenziale mentre attraversiamo l’Atlante per tornare a Marrakech. Oggi è il nostro ultimo giorno di tour, l’ultimo giorno trascorso insieme a Youssef.

Ci salutiamo abbracciandoci e augurandoci di rivederci presto.
Raggiungiamo il nostro grazioso riad, dove avevamo alloggiato il primo giorno, Riad Azoulai, ormai conosciamo la strada, è come tornare a casa.

Abbiamo degli amici che casualmente stanno trascorrendo alcuni giorni a Marrakech, li incontreremo a cena.

Gli ultimi due giorni saranno dedicati a conoscere un po’ meglio la citta’ di Marrakech, in compagnia della guida Omar che ci affascinera’ con i suoi racconti sull’islamismo, visiteremo la Medina, riuscendo addirittura ad orientarci un po’ nel labirinto dei vicoli.

Vedremo anche  la Nouvelle Cite’, con i suoi ristoranti alla moda, i suoi viali europei, les Jardine Majorelle; ma il tempo non basta mai e vola via troppo in fretta.

Ormai siamo pronti a partire, dopo un ultima cena in un ottimo ristorante francese, cosi’, per riassaporare aromi europei, prepariamo le valigie; domani mattina abbiamo l’aereo per tornare in Italia.

Youssef ci verra’ inaspettatamente a prendere per accompagnarci in aeroporto, facendoci una bella sorpresa. Un ultimo sorriso, un abbraccio per chiudere dentro di noi tutti i colori, i sapori, le luci, le emozioni che abbiamo vissuto in questo meraviglioso Paese.

E’ una promessa, ci torneremo, Inshallah!
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